Agostino Pavesi


Se non sai cosa fare… passo indietro e muovi il tronco

A 12 anni inizia a correre in bicicletta ma, dopo solo 5 giorni, subisce un brutto incidente; ci vorranno 6 mesi per riprendersi del tutto, ma l’amore per lo sport è già presente in lui, e Agostino ritorna in sella. Allenamenti e competizioni estenuanti lo portano a girare l’Italia, gareggiando tra i dilettanti di prima serie e ottenendo alcune vittorie. Ad un certo punto però Agostino deve fare una scelta e, seppur con rammarico, rifiuta di passare al professionismo e lascia le corse; una decisione difficile, che lo porterà però a diventare un campione negli sport da combattimento.

A 26 anni decide di provare kali, ma i maestri notano subito in lui una propensione per sport da contatto leggero e lo indirizzano verso la kickboxing. Agostino impara i colpi, le tecniche, il modo di lavorare, e decide di provare le gare, ottenendo importanti risultati; vince, infatti, varie volte il titolo italiano di light-contact, full-contact e low kick

Nel 2002 inizia ad allenarsi anche di savate, e proprio questa si rivela la sua carta vincente. Entra infatti nella nazionale di light-contact e vi resta per bel 7 anni consecutivi; inoltre fa’ parte per 3 anni della nazionale di full.

Come atleta nazionale vince tre medaglie molto importanti nella kickboxing light:

  • bronzo al mondiale  Parigi
  • oro all’europeo di Maribor
  • argento al mondiale di Sgehz

A 37 anni Agostino decide di lasciare il ring, ma non la sua passione; resta infatti nell’ambiente diventando insegnate presso la University of Fighting di Milano.

I suoi allievi fanno tutti parte di questo gruppo, ècole de combat.

Agostino allena uomini e donne, bambini e adulti, amatori e agonisti, purché ci sia la voglia di impegnarsi, di migliorare fisicamente e psichicamente!

Secondo lui “tra un agonista e un amatore c’è poca differenza dal lato pratico, ma l’obiettivo finale dell’agonista è sicuramente quello di vincere”

In palestra Agostino esige il rispetto delle regole, per se stessi, per i compagni e per il maestro stesso! non a caso un nostro motto è “noblesse oblige”